Quanto costa un elettricista? Guida sul costo orario e di manodopera.

Guida del costo elettricista: costi punto luce, prezzi chiamata, tariffa emergenza - La certificazione e la messa a norma dell'impianto elettrico - prezzo orario elettricisti - Start Preventivi

Che si tratti di ristrutturare casa, o di intervenire d’urgenza per un cortocircuito, o di mettere a norma l’impianto elettrico, tutti prima o poi ci chiederemo quanto costa un elettricista. Per rispondere sarà meglio fornire qualche dettaglio generale sul lavoro che questa figura professionale svolge, perché i prezzi variano in base al tipo di intervento. In generale è facile reperire le tariffe orarie medie di un elettricista, che qui vi elencheremo in modo ragionato, ma ci sono molti fattori che possono variare l’ammontare della prestazione. Meglio sapere tutto a priori per evitare sorprese. Per esempio, per lavori complessi e lunghi, spesso si ha una remunerazione forfettaria. Il che conviene in primis al cliente.

Quando si tratta di elettricità, ci raccomandiamo di evitare assolutamente il fai da te. Anche se le guide online abbondano, l’elettricità è una questione delicata. Secondo l’ISTAT in Italia ogni anno muoiono 270 persone per folgorazione (“prendendo la scossa”), ma gli infortuni anche seri sono molti di più. Non solo: un lavoro mal eseguito comporta un impianto elettrico precario, che spreca energia gravando sulle bollette oltre ad aumentare il rischio d’incendio.

Chi è l’elettricista

Ad alcuni il costo di un elettricista potrà sembrare salato. Eppure, dietro alla sua prestazione stanno una formazione specifica e l’assunzione del rischio inalienabile nel maneggiare materiale elettrico. Un elettricista è prima di tutto, ai sensi del DM 37/2008, un professionista abilitato ed iscritto alla locale Camera di Commercio. Esistono due percorsi formativi per ottenere l’abilitazione: quello più naturale è la frequentazione di un istituto scolastico professionale. Nessun sospetto a priori, dunque, se il vostro professionista è molto giovane. Esistono però anche corsi, pubblici o privati, di formazione tecnica, legalmente equiparati per l’esercizio della professione. Oltre alla frequentazione dei corsi di cui sopra, devono obbligatoriamente sussistere 5 anni di apprendistato. Un elettricista abilitato è dunque sempre una figura istruita nel mestiere e con una certa esperienza.

Per consuetudine, e per la tendenza a sottovalutare le implicazioni tecnologiche degli impianti elettrici, molti ricorrono a figure non abilitate, amici di amici suggeriti perché offrono tariffe vantaggiose. Noi ve lo sconsigliamo senza mezzi termini, per molte ragioni. In primis, per la sicurezza vostra e del lavoratore. In secondo luogo, per la qualità del lavoro realizzato. Spendere di meno una tantum potrebbe portarvi a dover reintervenire presto sul vostro impianto elettrico. Un cattivo intervento, inoltre, potrebbe limitare l’efficienza dell’impianto a danno della bolletta e del rispetto ambientale.

Cosa può fare un elettricista

Risposta: moltissime cose. Esistono però dei casi più frequenti in cui vi troverete a dover chiamare un professionista. Ecco qui l’elenco, limitandoci ai casi domestici:

Risolvere un cortocircuito. È saltata all’improvviso la corrente nel vostro appartamento. Probabilmente, da qualche parte nell’impianto elettrico, c’è un cortocircuito. Un cavo di fase ha toccato un neutro portando ad un surriscaldamento che avrebbe potuto creare un incendio: ma il salvavita ha fatto il suo lavoro. Si tratta di un elettrodomestico? Di una presa? O di qualche circuito interno alle murature? L’elettricista ha gli strumenti per trovare e risolvere il problema in sicurezza!
Posare un nuovo circuito elettrico. Per esempio il cablaggio di un sistema di climatizzazione. O di una rete telefonica. I circuiti vanno progettati secondo un’architettura specifica, e vanno alloggiati nella muratura o nel pavimento.
Riparare e collocare prese e punti luce. Volete spostare il televisore, o creare un angolo per il pc? Magari vi serve una presa in più per evitare inestetiche prolunghe in vista.
Messa a norma dell’impianto elettrico. I vecchi impianti vanno adeguati alle normative vigenti. Ne parliamo nel paragrafo successivo.
Certificazione di conformità dell’impianto elettrico. L’impianto a norma va riconosciuto e certificato formalmente come tale da una figura abilitata. Anche qui, leggete il paragrafo successivo.

Questi sono solo i casi più ricorrenti, in cui tutti prima o poi incorrono. In generale, l’elettricista è capace di interpretare e progettare un impianto elettrico, occupandosi del cablaggio sotto l’aspetto elettrico e murario. Sempre più spesso lo schema dell’impianto viene progettato con software 2D o 3D specialistici, che consentono di fare ordine nella complessa rete di circuiti, contatti, schede, centraline, punti luce.

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La messa a norma dell’impianto elettrico

Gli impianti devono sempre essere adeguati agli standard di sicurezza previsti dalla legge, per ridurre rischi di ogni sorta, e per garantire le migliori prestazioni e il risparmio energetico. Si stima che la mancata messa a norma degli impianti elettrici produce in Italia circa 45000 incidenti domestici, a volte letali come detto. La messa a norma è in genere un intervento integrativo, che aggiunge o sostituisce tutte le componenti obsolete e problematiche. Tutti gli impianti installati ex-novo dopo il 2008 sono a norma, poiché da allora era fatto obbligo di certificare la conformità alle normative all’atto dell’installazione.

I moltissimi impianti elettrici realizzati dopo il 1990, anno in cui la normativa ha introdotto degli standard obbligatori, sono a norma se realizzati secondo gli standard. Siccome, tuttavia, spesso gli obbligatori certificati di conformità originali sono andati perduti o non erano stati emessi, questi impianti elettrici vanno ora revisionati e certificati. Tutti gli impianti precedenti vanno verificati accuratamente. Ora, la figura tecnica che si può occupare della certificazione e dell’eventuale lavoro di messa a norma, è solo quella dell’elettricista regolarmente abilitato.

Costo elettricista: tariffe medie orarie

Ora abbiamo tutti gli elementi per capire in quali casi rivolgersi ad un elettricista, e quali requisiti professionali richiedere. Quindi possiamo ragionare un po’ su quanto costa un elettricista.

Le regioni, le camere di commercio, i comuni, pubblicano spesso dei prezziari aggiornati riguardanti le opere pubbliche, ove compare la tariffa oraria di un elettricista, tra le varie professionalità dell’edilizia residenziale, civile e industriale. Alcuni citano queste fonti, che tuttavia fanno riferimento a opere realizzate ex novo, spesso di notevole entità, in cui le maestranze lavorano per lunghi periodi. Non è dunque la fonte migliore. Cerchiamo piuttosto di darvi i valori medi con una rapida indagine di mercato:

Costo orario medio di un elettricista nel NORD Italia: 30 – 40 €
Costo orario medio di un elettricista nel CENTRO Italia: 25 – 35 €
Costo orario medio di un elettricista nel SUD Italia: 20 – 30 €

Si tratta, ovviamente, di forbici indicative. Si riscontrano fluttuazioni fra grandi città e piccoli centri, ma soprattutto in base all’esperienza del professionista.
A ciò vanno poi aggiunte alcune voci: la chiamata, l’eventuale urgenza, la presenza di un tecnico a supporto.

Prezzo chiamata urbana: 20 – 30 €
Prezzo chiamata extra-urbana: 25 – 45 €

A volte, oltre una certa fascia kilometrica, scatta un extra proporzionale alla distanza:

Prezzo extra al km: 0,7 – 0,9 €

Si considerino poi i casi di urgenza, ovvero di lavori da svolgersi subito, anche in orario extra-lavorativo, ovvero nei giorni festivi o notturno:

Costo emergenza in orario lavorativo: fino ai 100 €, oppure tariffa ordinaria maggiorata del 20-40%
Costo emergenza in notturni e festivi: fino ai 150 €, oppure tariffa ordinaria maggiorata del 30-50%

Infine, spesso, i lavori vengono eseguiti con l’aiuto di un altro operaio, a volte non specializzato. Non lesinate in questo caso: la presenza di un aiutante può essere fondamentale per svolgere il lavoro in sicurezza, e, sebbene implichi una maestranza in più da pagare, può anche abbreviare i tempi d’intervento.

Costo tecnico ausiliario: 15 – 35 €\h

Costo elettricista: tariffe a corpo

In molti casi, tuttavia, il costo di un lavoro, soprattutto in caso si lavori a corpo, interventi rapidi o, al contrario, molto lunghi e onerosi viene determinato dall’oggetto dell’intervento.

Sostituzione di una presa o punto luce: 15 – 30 €
Aggiungere una presa telefonica o una presa dati: 15 – 40 €
Sostituzione di un salvavita: 100 – 200 €
Sostituzione di un terminale del citofono: 80 – 150 €
Montaggio di un lampadario: 30 – 80 €
Montaggio ventilatore a soffitto: 50 – 80 €
Montaggio impianto di allarme: 300 – 800 €
Montaggio videocitofono: 70 – 150 €
Posa di un cavo: 10 – 20 €

Tutti i prezzi indicati sopra sono relativi alla manodopera, ovvero restano esclusi i materiali e l’IVA.

Rifacimento impianto elettrico standard (appartamento di 75 mq): 3000 – 4500 €. Leggi la guida sul costo dell’impianto elettrico »

Conclusioni

Ora che avete un’idea su quanto costa un elettricista, non vi farete cogliere impreparati dal conto. Ricordate sempre che, come in altri casi, preventivi a prezzi stracciati possono celare scarsa esperienza, o la necessità di lavorare velocemente, e dunque superficialmente, per prendere più lavori. Richiedete senza timore se l’elettricista è abilitato, e che vi rilasci il certificato di conformità dell’impianto elettrico a seguito di una verifica o di una messa a norma.

 

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